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| UN GENE DECIDE SE SIAMO TIRATARDI O MATTINIERI E' la lunghezza del gene Per3, e non la forza di volontà o la pigrizia, ad essere decisiva affinché una persona sia maggiormente predisposta ad alzarsi tardi la mattina o a coricarsi tardi la sera. Lo ha scoperto un team di scienziati dell'Università di Surrey, insieme ai colleghi dell'ospedale londinese St Thomas e di quello olandese Gelderse Vallei. I ricercatori hanno tratto le loro conclusioni dopo aver studiato le proprietà del gene che regola i ritmi sonno-veglia dell'organismo, in rapporto alla sincronizzazione (o la fase) dei ritmi circadiani, ma anche alla capacità dell'individuo di rispondere ad un impulso luminoso. Secondo quanto riportato sulla rivista Sleep, tanto più corto è il gene, chiamato Periodo 3 (Per3), tanto più l'individuo portatore è nottambulo. Gli esperti pensano di utilizzare la scoperta per sviluppare nuove tecniche di diagnosi e cura per cura per pazienti con disturbi del sonno, andando ad agire direttamente sui geni che regolano gli ingranaggi del nostro orologio biologico. ''Individui che hanno Per3 troppo corto hanno difficoltà a dormire nelle prime ore della notte e, quindi, a svegliarsi presto al mattino'', riferisce in un intervento uno degli autori dello studio, Malcom von Schantz, precisando che queste persone sono affette da un disturbo noto come sindrome della fase del sonno ritardata. ''Queste persone non devono avere sensi di colpa o sentirsi pigri - prosegue l'esperto - e' un fatto puramente genetico e noi per la prima volta abbiamo trovato il nesso tra un singolo gene e un comportamento così complesso come quello del ritmo giorno-notte''. Allodola o gufo? Secondo quanto rilevato, i ricercatori hanno analizzato la lunghezza del gene Per3 in un gruppo di individui, il 7% dei quali era classificato come 'allodola' o mattiniero, il 7% come 'gufo', cioè nottambulo. Osservando il campione, spiega Schantz, abbiamo evidenziato che la lunghezza del gene influisce sui meccanismi del sonno perché più e' lungo più lo è la proteina che produce. La diversa dimensione di quest'ultima, prosegue, influisce sulla sua capacità di condizionare lo stimolo del sonno. 'Per ora - conclude - la nostra scoperta identifica più verosimilmente nuove possibilità di diagnosi più che di cura, ma almeno abbiamo chiarito che individui che non si svegliano facilmente la mattina non devono biasimarsi per questo, ma pensare che forse c'è un difetto genetico dietro la loro svogliatezza mattutina''. | La sindrome delle gambe senza riposo (RLS) La stimolazione biomeccanica (BMS) Indirizzo per informazioni e ordinazioni
E-mail: info@massager.ch Ultima modifica: 14.08.2011
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